| Un parco archeologico famoso per le sue
cipolle Tra
le provincie di Ancona e Pesaro scopriamo siti
archeologici di grande interesse e inaspettate curiositą
gastronomiche
di Umberto Faedi
Partiamo in tarda mattinata
da Bologna e facciamo una sosta a Rimini per visitare il mercato che
si snoda attorno alle Mura Malatestiane. Una pausa per un piatto di
buone tagliatelle al ragł accompagnate da unimmancabile piadina
e ripartiamo per raggiungere la nostra meta, la Valle del Nevola,
dove ci attende un incontro sulla cipolla ed altri prodotti tipici
locali. Abbandoniamo lautostrada, un po nevrotica e trafficata
come tutti i sabati, e percorrendo la statale arriviamo allappuntamento
al casello di Senigallia. Approfittiamo di questa occasione per conoscere
il presidente dellazienda Colonnara e assieme percorriamo i
pochi chilometri per arrivare a Castelleone di Suasa, una delle nostre
mete. Salutiamo i Cupresi dopo aver fatto progetti per il futuro e
andiamo a visitare il palazzo Della Rovere, dove č vissuta lultima
duchessa dUrbino, presso il quale sono conservate testimonianze
archeologiche dellantica Suasa appartenuta ai Galli Senoni e
successivamente ai Romani. Lincontro organizzato
al teatro comunale sta per avere inizio, quindi lasciamo il Palazzo
e a piedi raggiungiamo la sala. La manifestazione vede la collaborazione
di comuni, provincie ed enti locali, oltre allASSAM (Azienda
Settore Servizi Agroalimentari delle Marche) ed ha lintento
di riscoprire e valorizzare le tradizioni locali ed i sapori antichi.
Lanno scorso č stato avviato un programma di sperimentazione
e divulgazione che ha coinvolto lIstituto Sperimentale Statale
di Monsampolo del Tronto; questanno anche il comune di San Lorenzo
in Campo si č unito al resto del gruppo. Alla fine del convegno viene
servito un aperitivo con stuzzichini tutti a base di cipolla, accompagnati
da un Verdicchio e da un Rosso che non riusciamo ad identificare a
causa della ressa. Portiamo i bagagli allalbergo ristorante
Bellucci dove siamo attesi per la notte ma anche per la cena preparata
dagli chefs e dagli allievi della scuola regionale professionale alberghiera
Hotel Marche di Senigallia. Un tortino di cipolle al pepe nero, abbinato
a un Verdicchio 1999 dei Castelli di Jesi dellazienda Filiberto
Venturi (buon marriage) precede una zuppa di farro, cipolla e fagioli
borlotti e farro mantecato con pendolini e broccoletti. Abbandoniamo
questa gustosa graminacea prodotta dallazienda Monterosso di
Sassoferrato e assaggiamo uno stufato di manzo con cipollotti e carote
in salsa di sedano. Cambiamo il vino e passiamo a un rosso 1998 Valdinevola,
un poco freddo di temperatura ma rotondo e di buon corpo. Buono labbinamento
con la corona di maiale in salsa accompagnata da patate e cipolle
alla Suasa. La cena si chiude con unottima crostata di fichi.
Domenica mattina per
colazione rispunta la crostata insieme al cappuccino. Ci vengono a
prendere per condurci al parco archeologico della cittą romana di
Suasa. Gli scavi sono stati condotti dal Dipartimento di Archeologia
dellUniversitą di Bologna ed hanno portato ala luce un foro
commerciale piuttosto grande, un paio di necropoli, un anfiteatro
di grandi dimensioni ed i resti di una ricca abitazione patrizia,
la Domus Coiedii, appartenuta a una famiglia di rango senatorio. Notevoli
le dimensioni delledificio e spettacolari i mosaici ritrovati
per fortuna quasi intatti. Sono gią parecchie migliaia i visitatori
che da giugno dellanno scorso sono venuti ad ammirare i ritrovamenti.
Lo sforzo delle amministrazioni č notevole, ma gli scavi proseguono
per scoprire nuovi tesori.
Ci spostiamo poi a San
Lorenzo in Campo per vedere il Museo e il Teatro Trionfo Tiberini
(che rischiava di andare in rovina pregiudicando anche la struttura
del Palazzo Pretorio) recentemente restaurato, prima di andare a prendere
laperitivo allazienda CO.VI.C.C.; una deliziosa vernaccetta
fresca ma da rispettare ci dą il viatico per il pranzo. Lhotel
ristorante Giardino ci accoglie con un Prosecco di Valdobbiadene anonimo
e un poco fuori zona. Il Verdicchio 1999 Santa Barbara č invece pieno
di profumi e si accompagna molto bene con il petto danatra con
salsine e cacciagione locale. Squisiti involtini di melanzane con
ricotta e salsa di zabaione e saba (chi si rivede!) precedono un piatto
di passatelli con i porcini molto buoni, e penne di farro con ragł
di tartufo, nero di piccione e pinoli: molto delicati. Ci beviamo
un Rosso Piceno Superiore 1998 del Nonno che non ci entusiasma pił
di tanto. Peccato non sentire, vista la vicinanza, la Lacrima di Morro
dAlba: ci sarą unaltra occasione. Costoline dagnello
con cipollette laurentine e radicchio, veramente un piatto notevole,
precedono la chiusura del (robusto) pranzo con lingresso di
una torta mimosa ai frutti di bosco seguita da pasticceria secca e
fave dei morti abbinate alla Vernaccia di Serrapetrona Colleluce.
Assaggiamo appena la Moretta (un mescolone esplosivo costituito da
rhum, anice, scorza di limone, caffč e zucchero), prima di visitare
il Museo dei Bronzi di Cartoceto a Pergola. Si tratta dellunico
grande gruppo scultoreo dellantica Roma giunto fino a noi. Sono
davvero meravigliosi e furono ritrovati casualmente da una famiglia
di contadini durante degli scavi nella loro proprietą nel 1946: un
peccato non andare a vederli. Mentre percorriamo la statale che ci
porta allautostrada e quindi a Bologna, passiamo per Corinaldo
e possiamo ammirare un po velocemente le mura ed i bastioni
ed anche per Mondolfo dove abbiamo qualche simpatico amico.
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