IN
GUARDIA
(ovvero de la schola dell'armi nel secolo ventesimo
primo)
Bologna è
una città antica e misteriosa, che nasconde le sue bellezze per
lasciare coloro che desiderano conoscerle nel dolce tormento di doversele
cercare.
Così è stato per noi, quando abbiamo appreso che Bologna
è stata la sede della più importante scuola di armi bianche
del Rinascimento e che ha avuto, in Achille Marozzo e Antonio Manciolino,
maestri che hanno influenzato le scuole di scherma di tutta Europa per
gran parte del XVI e XVII secolo.
Non tutti sanno, forse, che l'Italia ha una grandissima tradizione schermistica:
in particolare ha prodotto, nella fase di passaggio tra l'Evo Antico e
quello Moderno, una scuola di utilizzo delle armi da taglio (spada, daga,
coltello, lancia ecc...) apprezzatissima in tutto il mondo, tanto che
retaggi di queste tecniche si ritrovano in culture molto lontane, per
caratteri e chilometri, dalla nostra (si pensi ad esempio al kali, il
mortale metodo di combattimento armato delle isole Filippine).
In realtà, noi di Capitasport sappiamo bene che da alcuni anni
a Bologna si insegna la Scherma Antica, e con la speranza e il desiderio
di permeare i segreti degli antichi maestri di spada, abbiamo incontrato
Luca Cesari, Presidente della Sala d'Armi "Achille Marozzo"
(www.achillemarozzo.it), il
quale dal 1995 guida l'attività del gruppo che ha come base San
Lazzaro di Savena.
32 anni, una laurea i Lettere e Filosofia (“ma che” - dice
– “non serve per imparare la scherma antica”) ed una
barba da moschettiere: il suo curriculum sportivo è ampio e va
dalla pratica del wushu (arti cinesi) con un notissimo maestro bolognese
a quella della scherma moderna (sciabola), dal pugliato al tai chi.
Non siamo, ahi noi, i primi ad incontrare Luca, ma siamo sicuramente tra
i primi a divulgare il fatto che è stato il coreografo del duello
con le spade dello spot pubblicitario, recentissimo e molto noto, Campari
“Red Passion”: quattro giorni di lavorazione con attori abilissimi
(un maestro di spada ed un pentatleta) per circa quaranta secondi di filmato.
E la consapevolezza che l’interesse per lo studio delle armi antiche
è ancora una cosa seria ed in voga.
Inoltre, nel 2000, anche “Io Donna”, il magazine rosa del
Corriere della Sera, si è interessata al nostro, pubblicando un
bell’articolo sulla scherma antica e sull'attività di Cesari.
Il gruppo di praticanti di San Lazzaro è nutrito, circa una trentina
- anche ragazze -, che si applicano con entusiasmo utilizzando armi di
legno e adeguate protezioni, e, poiché l'ambiente ci è sembrato
socievole, abbiamo cominciato a chiacchierare.
D:
Luca, che cos'è la Scherma Antica?
R: La scherma antica è una disciplina di studio
e di recupero di vecchi trattati relativi all'utilizzo delle armi bianche,
soprattutto italiani. Si studiano le tecniche di maneggio delle armi direttamente
dai manoscritti e le si applicano concretamente, con l'ausilio di protezioni
per il viso e le parti più vulnerabili del corpo, a titolo marziale
e non dimostrativo o per ricostruzione storica (come invece, e legittimamente,
molti altri fanno).
Il cuore della materia è rappresentato dal Rinascimento bolognese:
tuttavia si studiano anche le fonti precedenti, e talune successive, il
tutto per una corretta interpretazione storica delle tecniche.
D: Un’arte marziale per Umanisti quindi, per topi di biblioteca...
R: Assolutamente no. Non è necessario un background
storico per imparare e divertirsi. Anzi, è piuttosto vero il contrario
visto che la gran parte dei miei studenti proviene da studi scientifici,
in particolare informatica.
E’ una disciplina per tutti, che prevede sì un certo contatto
fisico, ma sempre e comunque protetto.
D: Come si articola il tuo corso?
R: Ci incontriamo due volte la settimana, per circa un’ora
e mezza.
Una lezione è dedicata all’apprendimento delle tecniche,
l’altra al ripasso ed alla applicazione a coppie.
Ai principianti insegniamo la spada sola, che è il fondamento della
nostra scuola, e già dopo tre mesi possono tirare con il maestro.
A fine anno è previsto un esame finale - assolutamente gratuito
- per il cambio di livello.
D: Che cosa spinge, secondo te, una persona ad avvicinarsi alla
tradizione dell’arma bianca?
R: Sicuramente il grande fascino che esercita la spada (intendendo
questo termine in senso generale, come paradigma delle armi da taglio),
la quale esiste quasi da quando esiste l’umanità ed è
alla base di ogni antico sistema di difesa.
Non dimentichiamo infatti che nel passato l’indossare un’arma
da taglio era cosa assolutamente necessaria per un gentiluomo, e quindi
normale: pertanto lo studio della spada antica è anche ricerca
di cultura e di costume del passato.
Inoltre, siamo estremamente fieri di propagandare - una volta tanto -
una valida tradizione marziale squisitamente bolognese!
D: Quali sono i caratteri della Associazione da te presieduta?
R: Innanzitutto non siamo un club, né una lobby. Vogliamo
diffondere quanto più ampiamente possibile le nostre conoscenze
formando istruttori: quindi, siamo aperti a tutti. Ma c’è
di più. Il carattere che più di ogni altro ci contraddistingue
è l’approccio democratico, nel senso che noi insegniamo ai
nostri allievi e forniamo loro - gratuitamente - i testi antichi, ma da
loro accettiamo anche interpretazioni sulle tecniche, in modo che, dopo
una attenta fase di verifica, queste possano andare ad ampliare e migliorare
il programma della scuola.
Il nostro obiettivo è diffondere sempre di più la nostra
disciplina, convinti che più teste pensino meglio di una sola.
Comunque, per quanto riguarda la diffusione della nostra scuola, non possiamo
certo lamentarci, in quanto la “Achille Marozzo” conta già
diverse sedi diffuse su tutto il territorio nazionale: Lecco, Verona,
Forlì, Rimini, Firenze, Bologna e Modena.
D: Una domanda un po’ provocatoria: secondo te oggigiorno
si fanno ancora dei duelli?
R: Ho incontrato molte persone che asseriscono di avere sostenuto
dei duelli, ma credo che tali affermazioni non corrispondano a verità.
Il duello, in quanto tale, può portare ad esiti mortali o a evidenti
mutilazioni, e quindi il fatto di vedere diversi personaggi vivi affermare
questo, mi fa pensare che tali persone siano o veri e propri spadaccini
invincibili, o, piuttosto, mistificatori.
Ritengo invece che si pratichi ancora la mensur, ossia una prova
di coraggio e di iniziazione nata in Germania e molto diffusa (seppure
in gran segreto) tra gli studenti universitari di buona famiglia. Consiste
in un duello di spada dove i contendenti (protetti solo da una sorta di
visiera di metallo e un’imbottitura che protegge le rimanenti parti
del corpo, in particolare il collo) non possono distanziarsi l’uno
dall’altro (e quindi dovevano rispettare una distanza fissa, una
misura - da cui appunto il termine mensur) e quindi si menano
fendenti finché uno dei due non subisce una ferita: a quel punto,
dopo avere constatato la gravità del fatto, i secondi dichiarano
chiusa la tenzone. Perché si pratica questo scontro al primo sangue,
direte voi: oggigiorno per amore della sfida e del rischio, o se si vuole,
anche per scommessa. Ma nel passato il significato della mensur
era ben più profondo. Innanzitutto si trattava di un rito di iniziazione:
non a caso i duellanti feriti erano guardati forse con ancora più
rispetto dei vincitori in quanto, e questo era sempre parte del duello,
dovevano farsi medicare le ferite - il che vuol dire farsele cucire con
ago e filo - sul momento e senza anestesia. E quindi erano fieri dei propri
sfregi. In secondo luogo, il portare ben visibili delle ferite di quel
genere rendeva subito ben riconoscibile la classe, il titolo di studio
ed il censo del gentiluomo tedesco, creando una vera e propria lobby nella
politica e negli affari.
Chi è appassionato di film di guerra, può trovare conferma
a quanto detto osservando che i piloti della Luftwaffe vengono
spesso impersonati da personaggi con il monocolo ed una cicatrice sul
viso...
D: Giunti al termine di questa bella chiacchierata mi piacerebbe
sapere da te se Bologna, nei confronti della tua attività, è
una città all’avanguardia oppure del tutto addormentata?
R: No, Bologna non è una città addormentata: c’è
movimento e curiosità anche intorno a quello che noi facciamo.
Il problema è che spesso sono le istituzioni che raffreddano il
grande interesse che pure c’è tra la gente per le discipline
nuove.
Per contatti
SALA D’ARMI “ACHILLE MAROZZO”
www.achillemarozzo.it
Sede di San Lazzaro di Savena
Istruttore Luca Cesari
Tel. 051 - 453434
Corsi c/o palestra scuole “Pezzani”, Via Repubblica 25, San
Lazzaro di Savena (BO)
Serata principianti: mercoledì dalle 21:00 alle 23:00
Sede Bologna
Istruttore Domenico Giannuzzi
Tel. O51 - 6448835
Corsi c/o palestra scuole “Sirani”, via Cà Selvatica
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Serata principianti: mercoledì dalle 21:30 alle 23:00
Sede di Castelguelfo
Istruttore Jari lanzoni
Tel. 340 - 6671427
Palestre Comunali, via Gramsci, 22-24
Serata principianti: martedì dalle 21:00 alle 23:00
Alessandro Fiumetti
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