LAME DI PACE
(ovvero dell'arte di vincere senza sfoderare)
Lo iaido è l'antica arte
dell'estrazione e dell'utilizzo della spada tradizionale giapponese,
la katana, e rappresenta, senza ombra di dubbio, il cuore
della tradizione marziale del Sol Levante.
Viene praticato attraverso l'esecuzione in solitario di
movimenti a vuoto (kata), che rappresentano combattimenti
contro avversari immaginari (compreso il proprio io): in tal modo,
corpo e mente si fondono armoniosamente e contribuiscono al
miglioramento psicofisico dell'essere umano.
L'essenza dello iaido consiste nel principio
giapponese (diffuso anche presso altre arti marziali) del
"vincere senza sfoderare", ossia nel creare, attraverso la pratica
costante dell'arte, persone che vivono in armonia le une con le
altre, e che quindi non creano alcun tipo di pretesto per un
conflitto.
Un'utopia, forse, un'aspirazione risibile per molti: ma in
tempi come questi, un concetto estremamente serio.
A Bologna, lo iaido è di casa presso il dojo
del nostro vecchio amico il Maestro Paolo Vanelli, che già ci
introdusse, qualche tempo fa, nel magico mondo del kendo (e va da
sé che le due discipline sono sorelle). Lo abbiamo contattato
via Internet e quanto segue è il resoconto fedele della nostra
chiacchierata:
D: Come e quando è nato
il tuo interesse per lo Iaido?
Quando estraggo una lama dal fodero e
osservo l'acciaio, vengo rapito dalla brillantezza della lama, dalla
bellezza della damascatura dell'acciaio. Uno dei segreti del fascino
dello Iaido è senza dubbio proprio la spada giapponese. Non
solo i giapponesi sono affascinati dalle loro spade, anche in Europa
e in America uno dei motivi dell'interesse per lo Iaido sta proprio
nella spada stessa. La pratica del Kendo (la scherma giapponese)
è una disciplina in cui si colpisce davvero il partner, si
deve indossare un'armatura protettiva e si usa una spada di
bambù che non è pericolosa. La spada
giapponese resta il legame principale, con la sua storia, il
suo fascino, le sue leggende. Inevitabile che dopo anni di pratica di
Kendo sia nato il desiderio di usare, maneggiare, estrarre,
rinfoderare la vera spada giapponese: la katana e non un simulacro di
bambù. Kendo e Iaido sono strettamente collegati, come
le due ruote di uno stesso carro: lo Iaido si pratica da soli,
si usa una spada vera e per questo si immagina un avversario di
fantasia e si ripetono dei kata stabiliti. Durante i primi anni di
pratica si usa una spada simile ad una katana, come peso, dimensioni,
caratteristiche, ma senza filo, chiamata iaito. Solo dopo anni di
pratica si è auutorizzati ad usare una vera katana durante la
pratica abituale, con il rispetto e l'attenzione dovuti: stiamo
parlando di lame equivalenti a rasoi di circa 75 cm. di lunghezza.
D: Lo Iaido
è un puro complemento del Kendo, oppure è praticabile
anche da chi ama altri tipi di arti marziali?
Sono numerosi coloro che si avvicinano allo Iaido
dopo avere praticato o praticando ancora altre arti marziali: direi
principalmente dal Kendo e dall'Aikido. Può essere un completamento
del Kendo, come può essere una via autonoma e indipendente da
percorrere con grande spirito e cuore sensibile.

D: Descrivici brevemente che
cosa accade durante una lezione di Iaido.
Si inizia con il saluto, si dedica
un quarto d'ora a movimenti di base come l'estrazione della spada, il
taglio, il rinfodero, poi si passa all'apprendimento ed alla
ripetizione dei kata di base, che sono 12, e di altri kata
appartenenti alle scuole antiche. Tutto nel silenzio più
assoluto, fatta eccezione per i consigli e le osservazioni
dell'insegnante.
I kata ripetono situazioni molteplici dalle quali può
partire un attacco di sorpresa: il nemico dal quale difendersi
può essere uno solo, o due, o tre, o quattro che attaccano
simultaneamente; l'azione offensiva può venire di fronte, ma
anche di lato o di spalle; l'assalitore può trovarsi in piedi
o essere seduto vicino all'aggredito e così via. Lo studio
dello Iaido prende in considerazione in modo sistematico tutte queste
eventualità. Ma agli occhi del praticante l'elemento dominante
è l'assenza fisica del nemico dallo scenario. In qualsiasi
altra arte marziale è ben visibile il corpo dell'avversario o
almeno un bersaglio concreto da colpire.
Nello Iaido si è nella più completa solitudine
armati di spada: si tratta di una condizione austera perché
non solletica nascoste ambizioni da soddisfare in competizioni, ma
richiede una condizione interiore che si acquisisce nel tempo e con
la perseveranza della pratica.
D: Che cosa dona la pratica
dello Iaido?
Definirei lo Iaido un'eccellente disciplina per
unificare corpo e mente.
Al giorno d'oggi credo che lo Iaido sia un'arte alla stessa stregua
del suonare uno strumento musicale o dedicarsi alle ceramiche o alla
danza.
A livello di pura tecnica, se ci si allena seriamente una
ventina d'anni, si può raggiungere un buon livello. La cosa
importante è esprimere qualcosa che è in noi stessi
attraverso la tecnica appresa. Il fatto di ripetere per vent'anni la
stessa cinquantina di kata, più che alzare il livello tecnico
è un continuo andare alla ricerca di un qualcosa in noi stessi
che si deve mostrare. Al momento di una dimostrazione di kata si
esprime la propria filosofia di vita, il proprio senso estetico.
Lo Iaido non è uno sport, è un'arte corporea
che tutti possono praticare e che io stesso, se le gambe me lo
permetteranno, spero di potere continuare fino a settanta,
ottant'anni. Lo Iaido promette una serena lucidità che
comporta totale assenza di tensioni muscolari, calmo distacco e
saldezza interiore.
D: Perché lo Iaido,
creato come tecnica per uccidere, sopravvive nella società
moderna? Non siamo troppo occidentali per una disciplina così
fortemente "samurai"?
Oggi non c'è nessuno che pratica lo
Iaido con lo scopo di uccidere. L'idea fondamentale dello Iaido non
è quella di attaccare per primi un avversario; è stato
concepito piuttosto quale tecnica di autodifesa. Salvo poche
eccezioni i kata sono pensati per rispondere agli attacchi portati da
altri e quindi non si attacca per primi. All'inizio l'allenamento
dello Iaido si concentra sulla tecnica per poi passare gradualmente,
mano a mano che l'abilità migliora, ad una disciplina mentale.
Molti fra coloro che venivano considerati maestri di Iai
praticavano regolarmente la meditazione Zen. Vi è un profondo
legame fra il concetto buddista Zen di vuoto e lo spirito delle arti
marziali. Il vuoto implica il distacco da tutte le cose mondane.
Più si desidera vincere o si teme la morte meno il proprio
corpo obbedirà alla propria volontà. Se si riesce a
raggiungere uno stato di vuoto non c'è nulla da perdere e
pertanto sia il corpo sia la mente sono liberi.
Uno degli obiettivi della pratica dello Iaido oggi, potrebbe
essere il raggiungimento di questa libertà spirituale. Lo
stress determinato da una vita che valorizza gli aspetti materiali
più di quelli spirituali condiziona negativamente gli
esseri umani.
Liberandosi dallo stress attraverso la pratica dello Iaido si
può cercare di realizzare un'armonia analoga a quella che si
tende a realizzare nei movimenti della pratica dello Iai.
D: Quanti sono i praticanti di
Iaido a Bologna? Da quanto tempo si tengono i corsi e come
valuteresti il livello medio attuale degli allievi?
I corsi regolari si tengono dal 1990,
attualmente abbiamo una trentina di iscritti, di cui la
rappresentanza femminile è il 25%.
Come Musokan abbiamo portato lo Iaido a Firenze, Ferrara,
Reggio Emilia, Ancona: in alcuni di questi dojo curiamo anche la
direzione tecnica.
Dei trenta praticanti dieci hanno acquisito il grado
dal primo al quinto dan. Il livello è buono considerato che
nella CIK (Confederazione Italiana Kendo) i dan si acquisiscono
attraverso esami con commissioni giapponesi composte da ottavi dan,
inviati annualmente dalla Zen Nippon Kendo Renmei, l'associazione
internazionale che sovrintende al Kendo, Iaido, Jodo.
D: E a livello nazionale?
I praticanti di Iaido della CIK sono circa 600
per circa 50 dojo ubicati prevalentemente al centro nord. A
livello europeo siamo collocati fra le cinque nazioni che vanno per
la maggiore.
D: La tua scuola di Iaido:
luoghi, orari e modalità di partecipazione?
Il corso si tiene al Centro Pertini in via
della Battaglia angolo via Gubellini (quartiere Savena), il
lunedì e il giovedì dalle 22,30 alle 23,30 da settembre
a giugno compresi. Si può iniziare in qualsiasi momento
dell'anno perché siamo in grado di affiancare con validi
istruttori i nuovi praticanti: per i primi mesi di corso forniamo
gratuitamente le spade per la pratica.
D: Prossimi appuntamenti?
Il 4/5/6 marzo avremo uno stage nazionale di
Iaido presso il Palasavena di S. Lazzaro (BO) condotto da Kentaro
Miyazaki 7° dan, il Maestro che ha portato lo Iaido in Italia
seguendone gli sviluppi. Dal 30 ottobre al 5 novembre sempre al
Palasavena avremo per la prima volta in Italia i XII Campionati
Europei di Iaido, evento importante che porterà a Bologna i
rappresentanti di una ventina di nazioni.
Oss, Maestro......
Paolo Vanelli
Alessandro Fiumetti
Per informazioni sui corsi:
MUSOKAN KENDO CLUB
Presso Selene Centro Studi Eko
Via della Battaglia 9, Bologna
Tel. e fax 051 - 443 307 / 494
Cell. 349 6133155 (M.o Paolo Vanelli)