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WALLBALL
(ovvero di come sia utile non abbattere tutti i muri)
Trascorse le festività natalizie, ed archiviato tra breve pure
il carnevale, la vostra corsa (in senso lato, e pure in senso materiale)
verso la salute e la forma fisica continua.
Bene, bravi. Avanti così!
Da parte nostra vogliamo darvi un aiutino.
Capita spesso durante le sedute di jogging o di fitwalking svolte in solitario
che ci si annoi: è vero infatti che, mentre si corre o si cammina,
la mente deve essere lasciata libera di non pensare assolutamente a nulla,
ma è altresì vero che non tutti i giorni sono uguali e si
ha bisogno ogni tanto di un diversivo. Specialmente quando si comincia
ad avvertire quella (pericolosissima) vocina interiore che ti dice “basta
faticare: vai a farti un frizzantino!”.
In questi casi, è bene ridurre il tempo dedicato alla attività
aerobica rispetto a quanto programmato e proseguire con un’altra
attività, per la quale vi sarete preventivamente organizzati: ad
esempio saltare la corda, oppure fare due tiri a basket. Oppure dedicarsi
al wallball.
Nato da una leggenda metropolitana statunitense quale risposta del ghetto
alla moda dello squash, grande icona dello yuppismo anni Ottanta –
anche nel Belpaese-, il wallball è un divertimento semplice
e sano che si sta diffondendo anche da noi.
Probabilmente lo si è già visto praticare tante volte nei
parchi, nei cortili delle scuole, nelle periferie, e magari non ha riscosso
la dovuta attenzione: ma resta il fatto che rappresenta un ottimo strumento
per scaricare le tensioni (e le calorie) in eccesso.
Il gioco consiste nel colpire una piccola palla di gomma dura facendola
rimbalzare contro un muro, a mo’ di tennis ma senza necessità
di campo con rete, racchetta, o soci antipatici, immaginando un punteggio
o semplicemente continuando finché se ne ha voglia e tempo. Si
può praticare il wallball da soli (consigliamo), ma -
perché no? – anche in compagnia, e l’etichetta di questo
gioco impone che l’abbigliamento sia assolutamente scevro da marche
costose, o simboli di lusso (il wallball è per persone
vere). Ciò che serve è unicamente un muro, una palla di
gomma (tipo quella da tamburello, o da squash, acquistabile per pochi
euro nei negozi di articoli sportivi) ed una lunga striscia di tessuto
– meglio se cotone appartenente ad un vecchio lenzuolo o simile
– con la quale bisogna, prima di cominciare, fasciare la mano che
colpisce la palla, in modo da preservarla da possibili abrasioni e soprattutto
creare una superficie di impatto adeguata per la palla. E poi iniziare,
in totale libertà.
Come amano dire i suoi praticanti, che sono sempre più numerosi
giorno dopo giorno, il wallball è “sweet and
sweat” (dolce e faticoso): è capace di prosciugare ogni
energia del corpo, ma dona in cambio relax, benessere e grande vitalità.
E la possibilità di assaporare meglio quel frizzantino…
Alessandro Fiumetti |