La
troppa sicurezza è sempre linsidia maggiore
di
Andrea Dal Cero
Ospedale
Maggiore, mezzogiorno di mercoledì 21 ottobre. Lincontro con la
dottoressa Teresa Alberti, primario del pronto soccorso di tossicologia
clinica, è stato organizzato con cura; ma lei non cè. E
dovuta nuovamente scappare in medicina durgenza: qui i minuti,
anche i secondi, sono importantissimi. Mezzora dopo è nuovamente
nel suo studio; appare rilassata ed è dispostissima a rispondere alle
mie domande.
Esiste
una precisa tipologia di paziente tra coloro che si intossicano con
i funghi spontanei?
Direi di
no. Sicuramente però tutti coloro che si presentano in ospedale con
questi sintomi appartengono alla categoria di quelli che si ritengono
buoni conoscitori di funghi e che pensano di non aver bisogno del parere
degli esperti. Sono in maggioranza abitanti di piccoli centri, specie
collinari o montani, che sono abituati alla raccolta dei funghi e che
credono di sapere tutto in materia. La troppa sicurezza è sempre linsidia
maggiore quando si parla di funghi.
Capitano
più spesso intossicazioni di persone singole o di gruppo?
Generalmente
ci capitano più frequentemente casi di intossicazione di gruppo; quasi
sempre si tratta di gruppi familiari.
I
bambini sono esposti al rischio dellintossicazione più degli adulti
a motivo del loro minore peso corporeo?
Generalmente
un bambino, proprio perchè è più piccolo, mangia di meno. Certamente,
anche allinterno di un gruppo di intossicati, chi ha mangiato
di più è certamente in peggiori condizioni.
Le
vittime dellintossicazione arrivano coscienti allospedale?
Si, sono
quasi sempre coscienti. Anche quelle che hanno assunto il fungo più
velenoso, che come tutti ormai sanno è lAmanita Phalloides. Loro
soprattutto sono coscienti perchè il danno che hanno è epatico e renale;
non hanno nulla a livello cerebrale fino a che non subentra il coma
epatico, fase in cui si addormentano e che rappresenta la fase terminale.
Come
si presenta lintossicato da funghi, cosa dice, come racconta la
sua disavventura?
Generalmente
sono poco consapevoli. Per lo più manifestano disturbi di ordine gastroenterologico
e spesso non vogliono credere di essere così gravi.
Questanno
come sta andando con i ricoveri per intossicazione?
Abbiamo
moltissimi funghi e quindi tanti casi di avvelenamento. La correlazione
tra la quantità degli uni e quella degli altri è strettissima. Anche
se non abbiamo avuto esiti mortali, abbiamo riscontrato anche quattro
casi di ingestione di Amanita che continua a far registrare il 20% di
mortalità.
AllA.R.P.A.
(Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente) la dottoressa Daniela Lucchini,
responsabile del Centro Micilogico Regionale, mi conferma la gravità
della situazione.
- In questo mese di ottobre abbiamo già avuto e analizzato 42 casi di
intossicazione. Qui da noi arrivano i campioni dagli ospedali (residui
di funghi, vomito, urine e quantaltro) perchè si possa identificare
con esattezza il patogeno. Questanno abbiamo davvero molto lavoro
da fare.
In
base alla sua esperienza, quanti tra gli intossicati da funghi si rivolgono
agli ospedali?
Sicuramente
non tutti. Cè da dire che non tutte le persone hanno la stessa
risposta a determinate sostanze. Sto parlando di funghi non commestibili;
non di quelli velenosi, si badi bene. Con ogni probabilità in questo
mese ci sono stati moltissimi casi di intossicazioni minori di cui non
sapremo mai nulla.