Ron: Momenti intensi col vino
a cura di Elisabetta Pasquali
| I miei zii,
i Cellamare, hanno sempre prodotto e venduto vino in
Oltrepò Pavese ed io, fin da piccolo, sono stato
abituato al vino buono. I miei vini preferiti sono quelli
del Sud Tirolo, aromatici come il Traminer. Bevo acqua
soltanto se sto male, altrimenti non so rinunciare a un
buon bicchiere. Dopo una lunga frequentazione con i
bianchi, ora sto riscoprendo i rossi per la loro corposità
ed anche, non lo nego, per la loro funzione antitumorale
che recentemente è stata evidenziata dai ricercatori.
Unico accidente di questo lungo rapporto, una ubriacatura
totale presa un ultimo dellanno di tanto tempo fa a
colpi di Champagne, una sorta di sbornia un pò chic:
stetti malissimo, completamente andato e con terribili
bruciori di stomaco. Col vino invece, soltanto momenti
belli ed intensi, che ricordo con emozione: la dolcezza,
gli amici, la famiglia. Valori antichi, ma sempre
attualissimi che forse mancano ai più giovani. Mi viene
in mente questo disastro delle pietre sulle auto; questo
voler uscire dalle righe in maniera così totale senza
neanche saperne il perché mi fa pensare, anche se non
trovo alcun tipo di risposta e ci sto male. Meno gusto
per la propria vita e assoluto disprezzo per quella degli
altri. Volere andare forte, spingersi in una corsa nella
nebbia, buttare via la vita come in una roulette russa,
rappresentano il desiderio di trasgressioni estreme: un
rituale suicida quotidiano in cui la posta in palio è
unicamente la vita che hanno già e che servirà soltanto
per essere rimessa in gioco. Il declino della nostra cultura e la quasi forzata immersione nellAmerican Dream sono i fattori determinanti che hanno proiettato i nostri giovani in una sorta di vuoto pneumatico delle emozioni. E venuta meno la capacità di confrontarsi con un mondo che non fa nulla per dar loro una collocazione sociale e ideale. Ron |